Letture v


L’INIZIAZIONE MASSONICA NEL MONDO MODERNO parte V

Massoneria e Chiesa cattolica: questioni pratiche

da R. S. T. n. 35 – luglio – dicembre 1971

Per un cattolico di origine cui si presenti la prospettiva di accedere all’iniziazione massonica, o che sia già massone, la situazione può essere indubbiamente assai problematica, se si tiene conto della duplice esigenza iniziatica e religiosa . Qualora, com’è ben comprensibile, egli pensi anzitutto a mantenere la propria partecipazione alla religione cattolica, egli, in seno alla Chiesa, si troverà oggi (come si sarà capito da quanto precede) di fronte a opinioni e giudizi confusi e contraddittori, ben lontani dall’ordine che dovrebbe essere offerto da una dottrina e da una legge tradizionale a qualsiasi livello. Peraltro, a meno di non più sottomettersi al vertice dell’autorità ecclesiastica (cosa che ci porterebbe al di fuori delle premesse considerate), bisogna pur riconoscere che restano ancora in vigore le norme più volte riconfermate; benché sia paradossale che da varie parti si preannunci un prossimo Codice di Diritto Canonico completamente diverso, e che persino esponenti episcopali suggeriscano esplicitamente di regolarsi già come se fossero approvati i profondi mutamenti che si suppone verranno stabiliti prossimamente! A questo proposito, non possiamo fare a meno di ricordare nuovamente le parole conclusive della prima Bolla di scomunica tuttora vigente: « E che nessuno sia tanto temerario da osare attaccare o contraddire la presente dichiarazione, condanna, proibizione e interdizione; se qualcuno portasse a tal segno la sua temerarietà, sappia che incorrerà nella collera di Dio Onnipotente e dei Beati Apostoli Pietro e Paolo» . In queste condizioni, indipendentemente dalle ragioni più o meno ingiustificabili della scomunica, qualora un massone assumesse la via di ignorarla e di praticare i sacramenti, bisogna pur ammettere che sussisterebbe di fatto una netta irregolarità nei rapporti tra la Chiesa dispensatrice dei sacramenti ed il massone che li riceverebbe, con conseguenze rituali dubbie e possibili effetti squilibranti nel dominio sottile, che dovrebbe invece servire armonicamente di supporto all’influenza spirituale. Se si volessero evitare i pericoli di una tale situazione, si potrebbe supporre una pratica religiosa cattolica limitata ad una partecipazione extra-sacramentale, la quale potrebbe in effetti mantenere un suo significato, anche se è chiaro che si tratterebbe di qualcosa di estremamente incompleto. Per non trascurare nessuna eventualità, possiamo considerare poi il caso, a dire il vero eccezionale e alquanto problematico, che il massone-cattolico ottenga ufficialmente dalla stessa autorità ecclesiastica competente (papale o episcopale) un annullamento della scomunica. A quanto ci risulta, però, tale annullamento presuppone un’esplicita abiura del giuramento prestato all’atto dell’iniziazione e di ogni riunione massonica (particolarmente per quanto concerne il segreto), e senza dubbio una simile abiura presenta sempre una particolare gravità, soprattutto dal punto di vista rituale, con tutte le incalcolabili conseguenze che ne derivano per l’iniziato spergiuro.

1 Sull’aspetto religioso di tale esigenza, rimandiamo all’articolo di RENÉ GUÉNON, « Necessità dell’exoterismo tradizionale », in « Iniziazione e realizzazione spirituale » (Edizioni Studi Tradizionali, 1967); aggiungiamo che tale articolo è particolarmente importante da tener presente proprio per i Massoni, per i quali soprattutto fu scritto.
2 Cfr. « Rivista di Studi Tradizionali », n. 32, p. 112.



Sussisterebbe infine, in casi personali speciali, la possibilità di una forma di sospensione (anziché annullamento) della scomunica, senza violazione esplicita del giuramento massonico. Peraltro, è comprensibile che un simile privilegio, se così possiamo chiamarlo, venga applicato a persone che si trovano sotto il diretto controllo del clero o che operano addirittura per incarico di esso, a fini informativi e di presenza in determinati ambienti, in un senso dunque assai estraneo alle finalità che qui possono interessare. Dobbiamo poi aggiungere che, se ci riferiamo a chi abbia preso coscienza della sua aspirazione iniziatica in virtù dell’opera di René Guénon ed intenda basarsi su di essa, questi non potrà fare a meno di tener conto dell’affermazione secondo la quale i riti della religione cattolica, se possono ancora avere un valore ai fini della salvezza, « non possono più servire come base o come punto di partenza per una realizzazione iniziatica », tanto che essi possono diventare « un ostacolo in rapporto a possibilità di un altro ordine » . Concludendo su questo particolare argomento, diremo che, nonostante tutte le riserve indicate, non si deve escludere in modo assoluto la possibilità di qualche forma di coesistenza, per certuni, tra l’appartenenza alla Massoneria e la partecipazione alla religione cattolica romana. Dovrebbe peraltro essere evidente che l’attuale inesistenza di una élite intellettuale occidentale completa verso l’alto implica che attualmente un eventuale connubio tra le due istituzioni tradizionali occidentali rimaste – l’esoterismo massonico e l’exoterismo cattolico — non risolve affatto la questione della ricerca di un’iniziazione effettiva, la quale presuppone l’aiuto che può essere dato soltanto dalla tradizione integrale vivente, sempre presente nel mondo umano anche se sempre più difficile da ritrovare. Ma chi riuscirà ad affrontare correttamente oggi tale questione fondamentale, dopo aver ricevuto un’iniziazione muratoria da vivificare?

GIOVANNI PONTE


3 Cfr. «Rivista di Studi Tradizionali», n. 23, p. 95: estratto di una lettera di René Guénon dell’aprile 1935; cfr. anche le successive citazioni a pp.96-97 dello stesso numero della rivista.

4 Su tale argomento, rimandiamo al nostro articolo pubblicato nel n. 34 di questa rivista: cfr. in particolare le numerose citazioni tratte da opere di René Guénon (pp. 18-20).