CHIARIFICAZIONI SULL'ABBANDONO DELLA VOLONTÀ INDIVIDUALE
Introduzione a un testo dello Shaykh Ibn Atâ-Allâh al-Iskandarî

Autore: Vittorio Parodi

Il testo riprodotto in questa pagina è un estratto dell'articolo pubblicato nel numero 108 della Rivista di Studi Tradizionali.

Il testo integrale, completo delle note, è disponibile con l'acquisto del numero corrispondente della rivista.

... Lo Shaykh Ibn Atâ’ Allâh al Iskandarî fu il terzo Shaykh della Tariqa as-Shâdhiliyya. Considerato da molti come il Qutb della sua epoca, insegnò diritto islamico (fiqh) all' Università Al-Azhar del Cairo ricoprendo allo stesso tempo la funzione di guida spirituale nel tasawwuf. Il suo operato fu molto apprezzato per aver avuto come oggetto la raccolta e l’esposizione in forma scritta di quegli insegnamenti iniziatici che i suoi due predecessori, ovvero lo Shaykh Abû al-Hasan as-Shâdhilî (fondatore della Tariqa) e lo Shaykh Abû al-‘Abbâs al Mursi, suo Maestro, avevano trasmesso ai discepoli in forma orale.

...Lo stato di ‘abd è dunque quello che accompagna l’essere in tutto il suo percorso iniziatico fino al raggiungimento della sua meta finale, e il grado di comprensione della natura e del significato di questo stato è strettamente legato alla comprensione dottrinale o al grado di realizzazione raggiunto...

Qualora la sottomissione non si limiti all'assunzione di un atteggiamento esteriore è infatti possibile favorire l’identificazione tra la volontà del «servo» (abd) e quella del Signore, annullando così, per estinzione della prima, la dualità, e con essa l’illusione che vi possa essere una Volontà (at-Tadbîr) o una Scelta (al-Ikhtiyâr) che non sia quella principiale. Secondo lo Shaykh Ibn Atâ’ Allâh al-Iskandarî la sottomissione alla Volontà principiale, fondamento della stazione della «servitù» (al-maqâm al-‘ubûdiyyah), possiede sia un aspetto exoterico sia un aspetto esoterico...

L’essere umano, affinché possa rappresentare con la sua Volontà l’elemento mediano del ternario, è necessario che riconosca nella propria individualità lo stesso carattere contingente e necessitato del Destino; realizzando di essere egli stesso «destinato», nonché determinato per mezzo degli influssi che emanano dall'ambiente cosmico, deve rinunciare alla pretesa di trovare in se stesso i mezzi per superarlo, uniformare la propria volontà alla Provvidenza, e lavorare alla realizzazione di ciò che nella terminologia massonica viene indicato come «il Piano del Grande Architetto dell’Universo»...

La modalità corporea dell’esistenza individuale non è affatto disgiunta da quella sottile; se da un punto di
vista ontologico ne è la risultante, essa, per l’essere che non ha ancora elevato il centro della propria coscienza al di là del mondo corporeo, rappresenta il terreno in cui lo sforzo interiore, che consiste nel contrastare l’inclinazione dell’anima ad asservirsi alle cause seconde, deve necessariamente manifestarsi...

Le uniche azioni a cui si deve rinunciare sono quelle profane poiché, diversamente da quelle rituali – le quali, esprimendo una conformità all' «ordine» e un senso di rettitudine, aiutano l’essere, prima a sottomettere, e poi a identificare la propria volontà con quella principiale –, contribuiscono solo ad accrescere la distrazione, nel senso etimologico del termine, dalla Realtà principiale...

Ma vi è di più: sebbene le apparenze inducano a riconoscerlo come l’unico autore delle proprie azioni, queste, poiché rituali – vale a dire «ordinate» alla Volontà del Cielo –, non saranno in verità che la manifestazione formale della realtà principiale verso cui egli tende a far ritorno; e da cui non si è mai realmente allontanato, se non nella misura in cui si è mostrato incapace, fino a quel momento, di comprendere...

Per il carattere universale dell’insegnamento, e per una serie di ragioni per le quali si rimanda alla lettura del testo, pensiamo che l’opera dello Shaykh Ibn Ata Allâh al-Iskandarî – che in questo caso rappresenta la prima pubblicazione di un testo orientale in lingua italiana da parte della nuova edizione della Rivista di Studi Tradizionali – sia anche un’occasione per restituire agli insegnamenti tradizionali, racchiusi nei simboli di alcune organizzazioni iniziatiche occidentali, il senso vero e proprio che essi conservano nonostante lo stato di decadenza in cui queste organizzazioni si trovano e la mancanza di preparazione dottrinale e comprensione della maggior parte dei loro appartenenti...

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